BDrip e BRrip cosa significano le sigle dei video online?

BDrip e BRrip cosa significano le sigle dei video online?

Quando si scaricano spesso film dalla rete, si entra in contatto con moltissime sigle. BDrip, BRrip, DVDrip, Web rip, TS, CAM, DTTrip e DVD SCR sono soltanto alcune di queste. Possono apparire oscure ma se comprese permettono di avere una idea abbastanza chiara sulla qualità del file video. Ovviamente, è difficile tenere a mente tutte queste sigle: per sapere sempre cosa significano salvate questa pagina fra i vostri segnalibri.

E’ inutile nascondersi, vedrete queste sigle soprattutto se scaricate film e serie TV dalla rete torrent o da alcuni siti di streaming. Il nostro consiglio è di prestare sempre molta attenzione alla violazione dei diritti d’autore. Netflix e Amazon Prime Video infatti, offrono degli ottimi servizi di streaming a prezzi davvero molto contenuti.

Non solo BDrip e BRrip: le sigle dei video che indicano la fonte

Molti utenti, quando sono alla ricerca di formati video di alta qualità, puntano soprattutto su BDrip e BRrip. In realtà questi sono solamente due delle innumerevoli alternative che è possibile reperire in rete. Se state sperimentando un po’ di confusione quindi, sappiate che si tratta di un “disturbo comune”. Per alleviarlo almeno un po’ eccovi la rapida descrizione di ogni sigla, partendo da quelle che indicano la fonte:


  • UHDrip: dovrebbe rappresentare il top della qualità, indica che un video è stato prelevato da un disco Blu Ray Ultra HD;
  • BDrip: indica che il video è stato prelevato (rippato in gergo) direttamente da un disco Blu-Ray (si tratta della fonte migliore, esistono anche Blu ray UHD );
  • BRrip: indica invece che il video proviene da una fonte che a sua volta era stata prelevata dal Blu-Ray (tipicamente ha un formato diverso, o una risoluzione differente rispetto alla release originale);
  • DVDrip: ci dice che la fonte è un DVD (la qualità massima del video prelevati da questa fonte può raggiungere i 576p);
  • DVD SCR: è quando la fonte è uno dei DVD di anteprima inviato dalla casa di produzione ai critici o ai recensori, e arrivato in rete;
  • DTTrip: la fonte in questo caso è il segnale digitale terrestre (ad oggi la qualità massima è 720p, in futuro con le trasmissioni in DVB T2 e HEVC il limite sarà più alto);
  • HDTV rip: il video è stato registrato da una trasmissione televisiva in alta definizione;
  • SATrip: in questo caso il flusso video è prelevato direttamente da una fonte satellitare (il limite è l’UHD);
  • WEBrip: il flusso proviene direttamente dal Web, potrebbe essere stato rippato (ovviamente in modo pirata) spesso direttamente da un servizio video come Netflix, Prime Video, Hulu o HBO online;
  • WEBcap: è simile al webrip, ma in questo caso il flusso proviene da una piattaforma protetta da DRM;
  • VHSrip: quando il video proviene da una vecchia cassetta VHS;
  • CAM: in questo caso la fonte del video è una comune videocamera personale a mano, ci sono ampie probabilità che la qualità del risultato sia davvero bassa (con pezzi del video mossi, e che si vedono male);
  • TS: si tratta di video prelevati con il metodo detto telesync, che consiste nel riprendere il video con telecamera fissa e treppiedi;
  • TC: qualità superiore a TS e CAM, ripresa completa con telecamera professionale (si tratta del livello di qualità maggiore disponibile per i film ancora presenti solo al cinema).

Le sigle che parlano della qualità dell’audio

Avete mai visto un filmato con video perfetto ma con un audio davvero inaccettabile? In rete capita spesso di trovare contenuti multimediali di questo tipo e vi assicuriamo che sono davvero frustranti da guardare. Per prevenire questo problema quindi, potrebbe essere davvero molto interessante approfondire anche le sigle che indicano la qualità audio:

  • MD: sigla che sta per Mic Dubbed cioè prelevato da microfono, la qualità dell’audio  sarà davvero bassa;
  • LD: sta per line dubbed, l’audio è registrato tramite un jack collegato direttamente alla macchina da presa, permette di ottenere una traccia di buona qualità;
  • DD: è acronimo di Digital Dubbed, in questo caso l’audio è ricavato dai dischi DTS cinema, con l’arrivo dei dischi dts2, che sono protetti,ciò non è più possibile;
  • AC3: è una fonte audio in alta qualità, addirittura di solito in Dolby, può essere prelevata dai DVD o dai dischi Blu Ray;
  • AAC: si tratta di una codifica audio di altissima qualità;
  • MUX: quando il video e l’audio vengono da fonti separate e sono stati messi insieme.

Le sigle che danno altre utili informazioni

Scaricare un file della giusta risoluzione è fondamentale. Se possedete un televisore che supporta solo il Full HD e che non è HDR, potrebbe essere inutile sprecare tempo e banda per scaricare un pesante film in UHD con HDR. Sempre più smart TV però, anche di tipo economico, utilizzano ormai l’Hugh Dynamic Range per aumentare la qualità dell’immagine. Questo, assieme ad altri acronimi che possiamo definire fondamentali, potrebbe fare la differenza in termini di qualità:

  • HDR: è un acronimo che sta per High Dinamic Range, è la gamma cromatica estesa, se avete uno schermo compatibile potrete godervi un numero maggiori di colori;
  • UHD, 4K o 2160p: indicano il top della risoluzione a cui è possibile trovare film e serie al momento, per vedere questi video servono schermi e dispositivi compatibili;
  • FHD o 1080p: indica che si tratta di video Full HD o a 1080p (che è la stessa cosa), si tratta di video di ottima qualità che hanno risoluzione 1920×1080 e possono essere ormai riprodotti abbastanza facilmente da gran parte dei dispositivi;
  • HD o 720p: ci dice che il video è semplicemente in HD (High Definition), è già una buona risoluzione, anche se non raggiunge il livello di dettaglio di quelle indicate sopra;
  • SD: è acronimo di Standard Definition, in base al sistema utilizzato (se PAL o NTSC) sta per 576p o per 480p;
  • Subbed: indica quei video su cui sono impressi i sottotitoli, o con cui sono inclusi;
  • x264: si tratta di un codec open source oramai utilizzato di base per moltissime release, ha 15 anni di vita ed è ormai compatibile con praticamente ogni dispositivo;
  • x265: è la naturale evoluzione di x264, permette una compressione maggiore dei video a parità di qualità, se avete un dispositivo compatibile un video in questo formato è da preferire;
  • DivX: è il codec che ha diffuso la condivisione dei video in rete, ormai è caduto un po’ in disuso e sono sempre meno i dispositivi compatibili;
  • Xvid:  si tratta del fork open del DivX, ne ha condiviso il destino, ormai viene utilizzato sempre meno.

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