Banda 20 su smartphone: serve davvero?

Banda 20 su smartphone: serve davvero?

Di banda 20 su smartphone si è sentito parlare soprattutto negli ultimi anni, quando c’è stata una vera e propria invasione di dispositivi provenienti dalla Cina (leggi Xiaomi). Questa nuova modalità di acquisto ha creato spesso confusione fra gli utenti, che si sono dovuti spesso scontrare con termini mai sentiti prima come bootloader o ROM Global. Al di là di questi termini, che non analizzeremo in questa sede, la vera differenza nell’utilizzo di questi smartphone è dovuta alla presenza o meno della banda 20. Siete curiosi di scoprire perché e se è davvero una caratteristica irrinunciabile quando si acquista un nuovo dispositivo?

Banda 20 su smartphone: di cosa si tratta?

La banda 20 di cui fra poco andremo a fare un attento approfondimento, altro non è che una delle tante utilizzate per trasmettere e ricevere il segnale LTE e navigare con il proprio operatore telefonico. La banda 20 opera a una frequenza di 800 MHz e proprio per questo motivo possiede delle caratteristiche peculiari molto interessanti. Nel 2011 è stata bandita un’asta pubblica delle frequenze di trasmissione alla quale hanno partecipato i maggiori competitors del mercato telefonico italiano e che se le sono aggiudicate secondo il seguente schema.

Banda 20

Ogni frequenza presenta dei pro e dei contro, compresa la banda 20 ma possiamo semplificare l’assimilazione di questo concetto dicendo che le frequenze superiori consentono una trasmissione dei dati più veloce ma una copertura meno ampia. Allo stesso modo, le frequenze più basse, permettono di coprire meglio una certa porzione di territorio ma offrono una velocità di navigazione inferiore. Tutto questo è reso necessario dalla conformazione del territorio (valli, montagne, colline) e dalla distribuzione della popolazione (zone rurali, città, metropoli).


Dopo questa breve introduzione quindi, possiamo senz’altro affermare che la banda 20 è particolarmente utile per rimbalzare il segnale nelle aree extraurbane e che penetra meglio all’interno degli edifici proprio grazie alla lunghezza delle onde della frequenza utilizzata.

Come controllare la presenza della banda 20 sul proprio smartphone

Come abbiamo anticipato in apertura, la presenza della banda 20 sui dispositivi dotati di SIM è assicurata nel 99% dei casi se acquistate uno smartphone commercializzato in Europa attraverso i canali diretti del produttore. Per contro, se come molti utenti volete risparmiare qualche decina di Euro e vi affidate a siti web asiatici, uno fra tutti GearBest, dovete fare molta attenzione durante le fasi di acquisto. Nella descrizione del prodotto è infatti riportato dettagliatamente quali sono le frequenze di ricezione supportate dal device.

banda 20

Nel prospetto delle reti infatti dovrà essere sempre riportata la dicitura FDD-LTE con la rispettiva banda 20 che vi abbiamo evidenziato nell’immagine. Molto spesso poi, il prospetto delle bande utilizzate è presente anche sull’etichetta apposta sulla confezione dello smartphone, dove potrete conoscere la presenza o meno della banda 20. In alternativa potrete utilizzare il sito web FrequencyCheck, un enorme database di tutte le frequenze disponibili per smartphone e operatore. Per accedere al modello di vostro interesse vi basterà premere la voce “Browse Device” in alto a destra e inserire nella pagina successiva il nome di quello in vostro possesso. Vi verranno riportate in questo modo tutte le informazioni che state cercando sulla rete LTE e sulla banda 20.

banda 20

La banda 20 è indispensabile?

Tantissimi utenti si pongono questa domanda alla quale è abbastanza difficile trovare una risposta netta in rete. Se il vostro operatore è TIM, Vodafone o 3 Italia, difficilmente incontrerete dei problemi, anche nel caso in cui il vostro smartphone non supporti la banda 20. TIM e Vodafone infatti coprono tutto lo spettro delle frequenze assegnate mentre 3 Italia ha rinunciato alla banda 20 e quindi i suoi utenti non potrebbero comunque agganciarne il segnale. Possedere uno smartphone banda 20 con uno di questi tre operatori quindi, può portare solo lievi diminuzioni della ricezione del segnale o della velocità di connessione.

Wind rappresenta invece un capitolo a sé. L’operatore infatti non ha accesso alla banda 3. Se il vostro smartphone non riceve nemmeno la banda 20 questo significa che avrete a disposizione solamente la banda 7. In linea puramente teorica le prestazioni di navigazione dovrebbero comunque essere all’altezza delle aspettative dove è presente un segnale abbastanza forte. In realtà invece questo provoca dei problemi non indifferenti che sono stati più volte segnalati dagli utenti Wind senza banda 20. L’operatore infatti, per distribuire la propria rete LTE sfrutta quasi ovunque la frequenza degli 800 MHz, riservando quella di 2600 MHz solamente ai grandi centri urbani. Per riassumere in maniera più semplice è molto probabile (se non sicuro) che incontrerete dei problemi con la banda 20 se:

  • utilizzate Wind e abitate in zone periferiche fuori dai grandi centri urbani;
  • utilizzare Wind prevalentemente all’interno di abitazioni, uffici e palazzi.

In questo caso infatti, proprio per la conformazione della rimanente banda 7, il segnale farà più fatica a penetrare le mura degli edifici, cosa che sarebbe molto più semplice per la banda 20. Questi problemi però dovrebbero risolversi a breve proprio grazie alla fusione di Wind e 3 Italia, che in un prossimo futuro dovrebbero permettere agli utenti di entrambi gli operatori di utilizzare le due reti con una sola SIM. Possiamo quindi concludere che no, la banda 20 non è indispensabile, ma soprattutto se utilizzate Wind può migliorare notevolmente la vostra esperienza di navigazione e connessione mobile.

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